Il modello 730 senza sostituto: i furbi rischiano sanzioni.

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In genere, il rimborso derivante dalla presentazione del modello 730 viene effettuato dal datore di lavoro del contribuente.

Ci sono, invece, contribuenti che non possiedono un sostituto di imposta durante le fasi del conguaglio del 730. È il caso, ad esempio, dei disoccupati privi di Naspi oppure dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato scadente a luglio oppure di colf o badanti che hanno un datore di lavoro privato (non sostituto di imposta). In questi casi, è possibile presentare il modello «730 senza sostituto» e il rimborso spettante verrà effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Tuttavia, si è affermata negli anni una terza categoria di contribuenti: quelli che avrebbero un sostituto di imposta che dovrebbe erogare il rimborso del modello 730 ma che fanno finta di non averlo. Questi, al fine di ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate (di solito a dicembre dell’anno di presentazione del 730), indicano fittiziamente nel 730 l’assenza del sostituto.

In tali casi, le irregolarità che attengono al contenuto della dichiarazione, ancorché non incidenti sulla determinazione della base imponibile o del tributo, danno luogo a vizio formale. Ai sensi dell’articolo 8 del D.lgs, n. 471/1997, la dichiarazione affetta da tali irregolarità è da considerare inesatta e la violazione di tali obblighi informativi prevede una sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000.