Certificato ISEE scaduto il 15 gennaio 2017

Il 15 gennaio 2017 sono scaduti i certificati ISEE in vigore e rilasciati dall’Inps.

 

Il certificato ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) rappresenta il documento che certifica la situazione economica di un singolo nucleo familiare. Esso è rilasciato dall’Inps previa presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), ossia un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economico-patrimoniale del nucleo familiare per la richiesta di prestazioni e servizi socio-assistenziali agevolate o a condizione agevolata.

La DSU si presenta all’Ente che fornisce la prestazione sociale agevolata, o anche al Comune o ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o direttamente alla sede INPS competente per territorio. La suddetta dichiarazione ha validità dal momento della presentazione al 15 gennaio dell’anno successivo. Pertanto, decorso tale termine, non si potrà utilizzare la DSU scaduta per la richiesta di nuove prestazioni, fermo restando la validità della stessa per le prestazioni già richieste.

Le informazioni fornite attraverso la DSU sono in parte autodichiarate e in parte acquisite direttamente dagli archivi amministrativi dall’Agenzia delle Entrate e dell’INPS. Le informazioni autocertificate sono rese da un solo soggetto, il dichiarante, che compila la DSU e si assume la responsabilità, anche penale, di quanto in essa dichiarato.

La DSU assume una veste modulare, poiché non è rigida ed identica per tutte le situazioni, ma è strutturata in più Moduli che, a loro volta, si suddividono in più Quadri. Per poter richiedere il certificato ISEE è necessaria la documentazione attestante:

  • Documento di riconoscimento e codice fiscale dei componenti del nucleo familiare. Il nucleo familiare, generalmente, è costituito dai soggetti che compongono la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU, ossia tutte le persone che compongono lo stato di famiglia, con alcune eccezioni. Salvo casi particolari, i coniugi ed i figli minori, anche se non conviventi, fanno parte dello stesso nucleo familiare e a questi soggetti devono essere aggiunte le altre persone presenti sullo stato di famiglia. Gli altri soggetti non inclusi nello stato di famiglia che possono essere ordinariamente aggregati sono i figli maggiorenni, non conviventi se a carico fiscale dei genitori, se non sono coniugati e non hanno figli. Per ogni componente devono essere fornite le seguenti informazioni: anagrafiche e l’attività lavorativa;
  • Informazioni relative alla casa di abitazione del nucleo familiare. La casa di abitazione è quella in cui di solito risiedono tutti i componenti del nucleo. E’ comunque possibile che non tutti i componenti risiedano nella stessa abitazione. In tal caso i componenti devono scegliere come abitazione del nucleo una tra le abitazioni in cui risieda almeno un componente del nucleo familiare e il dichiarante dovrà riportare tale scelta nella DSU.
  • Contratto di locazione o ricevuta di registrazione del contratto (se l’abitazione è in locazione). Tali informazioni sono fornite solo se l’abitazione è in locazione. Deve essere inserito il codice fiscale dell’intestatario o degli intestatari del contratto di locazione della casa di abitazione. Occorre inoltre riportare gli estremi di registrazione del contratto, ossia la data, il numero di registrazione, l’ufficio presso cui è avvenuta la registrazione.
  • Il patrimonio mobiliare. Il patrimonio mobiliare è composto da:
  1. depositi e conti correnti bancari e postali, per i quali va assunto il valore del saldo contabile attivo, al lordo degli interessi, al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU, ovvero, se superiore, il valore della consistenza media annua riferita al medesimo anno. Le carte prepagate con IBAN sono assimilate al conto corrente bancario o postale e vanno al pari dichiarate.
  2. titoli di Stato ed equiparati, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati, per i quali va assunto il valore nominale delle consistenze alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU.
  3. azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (O.I.C.R.) italiani o esteri, per le quali va assunto il valore risultante dall’ultimo prospetto redatto dalla società di gestione alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU.
  4. partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate in mercati regolamentati, per le quali va assunto il valore alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU, ovvero, in mancanza, nel giorno antecedente più prossimo;
  5. partecipazioni azionarie in società non quotate in mercati regolamentati e partecipazioni in società non azionarie, per le quali va assunto il valore della frazione del patrimonio netto, determinato sulla base delle risultanze dell’ultimo bilancio approvato anteriormente alla data di presentazione della DSU, ovvero, in caso di esonero dall’obbligo di redazione del bilancio, determinato dalla somma delle rimanenze finali e dal costo complessivo dei beni ammortizzabili, al netto dei relativi ammortamenti, nonché degli altri cespiti o beni patrimoniali;
  6. masse patrimoniali, costituite da somme di denaro o beni non relativi all’impresa, affidate in gestione ad un soggetto abilitato ai sensi del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415, per le quali va assunto il valore delle consistenze risultanti dall’ultimo rendiconto predisposto, secondo i criteri stabiliti dai regolamenti emanati dalla Consob, dal gestore del patrimonio anteriormente alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU.
  7. altri strumenti e rapporti finanziari per i quali va assunto il valore corrente alla data di cui alla lettera b), nonché contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita e di capitalizzazione per i quali va assunto l’importo dei premi complessivamente versati a tale ultima data, al netto degli eventuali riscatti, ivi comprese le polizze a premio unico anticipato per tutta la durata del contratto per le quali va assunto l’importo del premio versato; sono esclusi i contratti di assicurazione mista sulla vita per i quali alla medesima data non è esercitabile il diritto di riscatto.
  8. il valore del patrimonio netto per le imprese individuali in contabilità ordinaria, ovvero il valore delle rimanenze finali e del costo dei beni ammortizzabili per le imprese individuali in contabilità semplificata
  • Patrimonio immobiliare. Bisogna fornire le informazioni relative al patrimonio immobiliare posseduto in Italia o all’estero relativo a tutti i componenti del nucleo familiare dichiarato nella DSU. In particolare, va dichiarato il valore dei singoli cespiti posseduti dal soggetto alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della DSU, e ciò indipendentemente dal periodo di possesso del bene. Ne consegue, pertanto, che non dovranno essere considerati i beni posseduti successivamente e dovranno comunque essere considerati i beni posseduti al 31 dicembre, anche se non più posseduti alla data della dichiarazione. Nel patrimonio immobiliare sono compresi i diritti reali di godimento posseduti su beni immobili (usufrutto, uso, abitazione, servitù, superficie, enfiteusi); è invece esclusa la “nuda proprietà”.
  • I Redditi e i trattamenti da dichiarare ai fini ISEE. Per ciascun componente del nucleo famialiare devono essere fornite le informazioni relative ai redditi e trattamenti non conosciute dall’Agenzia delle Entrate, altrimenti non devono essere autocertificate, salvo alcune eccezioni.
  • Gli assegni periodici per coniuge e figli. Vanno dichiarati gli importi relativi agli assegni periodici destinati al coniuge e ai figli, percepiti o corrisposti nel secondo anno solare precedente alla presentazione della DSU.

Una volta presentata la DSU, l’Inps invia il Certificato ISEE entro 10 giorni dal ricevimento.

Il nuovo certificato ISEE sarà valido fino al 15.01.2018.

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